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L’imposta di donazione: di cosa si tratta e come funziona

Quando si riceve un immobile in donazione è bene sapere che in taluni casi sarà necessario versare allo Stato l’imposta di donazione. Il negozio che è stato concluso può avere dunque delle conseguenze sotto il profilo fiscale. È necessario, pertanto, essere a conoscenza di quelle che sono le regole in materia, avendo particolare riguardo alle aliquote che si devono applicare, determinate in funzione della relazione che lega il donante al donatario (ovvero a colui che ha ricevuto la donazione). Tale relazione, tuttavia, non è l’unico elemento da prendere in considerazione poiché ai fini del calcolo della tassa è necessario conoscere quelle che sono le franchigie di esonero, anch’esse determinate in funzione del tipo relazione tra donante e donatario.

Che cos’è un contratto di donazione

La donazione è un contratto che può essere anche verbale in taluni casi con il quale un soggetto (donante) cede a un altro (detto donatario) un bene o un diritto. Ciò che caratterizza la donazione è che la cessione deve avvenire a titolo gratuito. Il trasferimento, dunque non prevede il versamento di alcuna somma di denaro da parte di chi riceve il bene. Chi arricchisce il suo patrimonio a seguito della donazione non deve pagare alcunché a titolo di corrispettivo se non eventualmente l’imposta di donazione allo Stato.

Modalità di calcolo dell’imposta di donazione

Definito quello che è il contratto di donazione, soffermiamoci ora sulle modalità di calcolo dell’imposta dovuta dal soggetto beneficiario della donazione.

Gli elementi che devono essere presi in considerazione per il calcolo dell’imposta di donazione sono:

  • il valore del bene donato;
  • il grado di parentela che sussiste tra donante e donatario.

Essi sono gli elementi che consentono di identificare le aliquote e le franchigie.

Il riferimento ai gradi di parentela però distinguere diverse fattispecie.

Donazioni a coniuge, figli e nipoti

In caso di donazione tra coniugi e parenti in linea retta ovvero genitori e figli, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e li adottati l’aliquota applicata sarà pari al 4%, con una franchigia pari a un milione di euro. Da precisare che la franchigia non è cumulativa ma deve essere considerata in riferimento a ciascun beneficiario.

Donazione a fratelli e sorelle

In caso di donazione tra fratelli e sorelle l’aliquota applicata sarà pari a 6% con una franchigia pari a 100.000 euro per ciascun beneficiario.

Donazione tra parenti fino al quarto grado

In caso di donazione tra parenti fino al quarto grado, affini in linea rette e affini in linea collaterale fino al terzo grado, l’aliquota è pari al 6%, senza alcuna franchigia.

Donazione tra estranei

In caso di donazione tra soggetti non legati da vincolo di parentela o tra parenti che siano oltre il quarto grado, l’aliquota aumenta fino al 8%. Anche in questo caso non avremo applicazione di alcuna franchigia e l’imposta si applica sull’intero valore dei beni donati. Questo sta a significare che nelle ultime due fattispecie descritte, la tassa deve essere applicata a prescindere dal valore della donazione.

Donazione a soggetto portatore di handicap

Ultimo caso da segnalare quello della donazione in favore di una persona portatrice di handicap. In questo caso si applicheranno le aliquote del 4%, 6%, 8% a seconda dei gradi di parentela con una franchigia che però arriva a 1.500.000 euro. È del tutto evidente l’agevolazione prevista nella fattispecie poiché tale franchigia viene applicata anche nell’ipotesi in cui la donazione viene effettuata ad una persona alla quale non si è legata da alcun vincolo familiare.

Come stipulare un contratto di donazione

La donazione per poter essere valida, salvo alcuni casi marginali, deve essere effettuata per iscritto, con atto pubblico redatto davanti a un notaio. In questa sede il beneficiario dovrà provvedere al pagamento dell’imposta di donazione del cui versamento si occuperà il notaio.

Anche della registrazione del contratto si prenderà carico il notaio.

All’atto della registrazione è dovuta l’imposta di registro avente un importo fisso pari a 200 euro.

Se ci troviamo di fronte a donazioni aventi ad oggetto beni immobili sarà necessario anche versare le imposte ipotecarie e catastali pari al 2% e al 1%. Qualora si tratti di prima casa, le imposte saranno pari a 200 euro in misura fissa. Le donazioni che non superano la franchigia saranno esenti, oltre che dal pagamento dell’imposta di donazione, anche dalle imposte di registro.

Quando l’imposta di donazione non è dovuta

Ci sono dei casi in cui l’imposta sulle donazioni non è mai dovuta. Essa non deve essere corrisposta per i trasferimenti di modico valore e per l‘erogazione liberali in favore di enti pubblici assistenziali.

23/02/2024

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